Scrivere è sempre nascondere qualcosa, in modo che poi venga scoperto.

- Italo Calvino -

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25.11.15

Cappuccetto Rosso in Gore Tex

A Bruno Munari.

C’era una volta, in una valle in cui pioveva sempre, un piccolo villaggio umido, ai margini del bosco.
In una delle ultime case, proprio a ridosso del ruscello che attraversava la foresta, abitava Cappuccetto Rosso. Come sapete, al di là del bosco abitava invece la nonna della bambina prodigio, scampata alle mire della Disney che la vedeva già rivale di Hilary Duff.

Cappuccetto aveva già incontrato il Lupo da tempo e grazie al Cacciatore l’aveva scampata bella. Era tutta acqua passata. La nonna, nel frattempo era diventata ancora più vecchia, ma riceveva ancora volentieri la nipote che era ormai iscritta all’Università.

Così, in uno dei tanti pomeriggio di pioggia, Cappuccetto Rosso si avviò per il bosco. Come quando era bambina perse tempo qua e là osservando funghi e piante, non soltanto per raccoglierli come un tempo, ma per studiarli e catalogarli. Cappuccetto era laureanda in Scienze Naturali.
Mentre era intenta ad osservare un fiore particolare, una voce la colse di soprassalto:

Buongiorno!
- OH! Che spavento! Buondì…
- Non si preoccupi, non sono il Lupo Cattivo… - aggiunse sornione il bel tipo sulla trentina, aggiustandosi gli occhiali su un naso perfettamente appuntito.
- Ah guardi, se incontrassi il Lupo mi riterrei molto fortunata! Ma ormai non se ne vedono più, purtroppo.
- Quanto ha ragione! Ma ecco, io la disturbavo perché l’ho vista passeggiare sotto questa pioggia e si sta bagnando tutta!
- Guardi che se vuole vendermi un ombrello non lo compro! Si rompono tutti! E’ più comodo non averne!

Il rappresentante le spiegò che non le voleva vendere nulla, tantomeno un ombrello. Le proponeva, invece, un test di una giacca rossa formidabile, a suo dire. Si trattava di un tessuto innovativo, rivoluzionario! Sembrava che potesse essere traspirante, quanto antivento, caldo quanto impermeabile! Quando le pose in mano la giacca, Cappuccetto scoppiò a ridere! Era così leggera! Come avrebbe potuto proteggerla con così pochi grammi di peso?? Accettò comunque di partecipare al test, ansiosa di verificarne l’insuccesso.

Da quel giorno Cappuccetto scorrazzò in lungo e in largo con la sua nuova giacca e ne rilevò l’effettiva efficacia, tanto che non solo la propose alla nonna per le sue uscite notturne a salvare i Bufo-Bufo, ma anche al Cacciatore per le sue battute di caccia e persino al Lupo, riavvistato dopo secoli e ormai vecchissimo e sensibile al freddo.

Da allora, Cappuccetto fu ricordata come Cappuccetto Rosso in Gore Tex.

23.11.11

La Clinica per Pelosi del dottor Beaver

Un sole giallo e caldo illuminava la facciata arancione della bella villa. L'erba del prato era stata tagliata da poco e un buon profumo riempiva l'aria fredda d'autunno. Sarebbe stata una bellissima giornata per giocare al parco, rincorrendo qualche uccellino in cerca di provviste o solo per una passeggiata, c'era un ma...

"Una vocina squillante ci accolse, appena varcata la soglia. Era una dottoressa e portava un camice verde bosco, con una cuffietta, da cui spuntavano due piccole orecchie tonde. Ci disse che avremmo dovuto aspettare qualche minuto e si girò sui tacchi, mostrando una folta e curatissima codona bicolore. (Per fortuna non era spaventata, ghghgh! aggiunse Muffin sotto i baffi) Ma non era il momento di scherzare. La sala d'attesa era tappezzata di poster sulla corretta alimentazione, sull'importanza di una vita attiva, sul rispetto del bosco e delle sue creature... tutte cose che mi avrebbero appassionata e interessata, ma la mia testa era troppo piena di pensieri in quel momento e per lo più ero sola. Papà Manitoba era via per lavoro, già da qualche giorno e purtroppo non era con me a sostenermi in quella prova così dura... Macaron è il mio piccolino. C'era anche un distributore di croccantini a vari gusti e i piccoli si agitavano già da un po' attorno alle lucine colorate e allettanti, sghignazzando e facendo progetti sui loro acquisti. Io volevo solo che mi dicessero di entrare subito e sapere... ed essere tranquillizzata e..."

"Mamma Cake è molto agitata. Mio fratello non sta bene e ha la nausea da più di due giorni. Non mangia e non parla. Papà Manitoba è lontano per lavoro, lui ha tanti impegni. Siamo arrivati alla clinica, ma non ci fanno entrare ed è molto noioso. Ovvio, mi dispiace molto per Macaron, ma mi annoio lo stesso e anche Candy non vuole continuare ad aspettare in silenzio. Così ci siamo messi a giocare alla spesa, immaginando di comprare tutte le provviste per l'inverno dal distributore e di sistemarle nella grande dispensa del Letargo, il piano più caldo e asciutto della nostra splendida e adorata tana. Mi piacerebbe proprio essere a casa... potrei giocare e divertirmi, magari anche Macaron si sentirebbe meglio... invece siamo qui... uffi. Mamma mi ha guardato storto... sarà meglio che mi sieda quieto. Uffaaa, ma quando ci fanno entrare??"

"Perchè non mi chiama? In fondo, sa bene quanto io sia preoccupato e star loro lontano in questa situazione, raddoppia la mia ansia. Dovrebbero già essere arrivati da un pezzo alla clinica... Forse gli è successo qualcosa?? Forse dovrei rientrare a casa, Cake avrà certamente bisogno di me... Certo, qui il cantiere non può continuare senza la mia presenza, ma Macaron ha bisogno di me e gli affari possono aspettare. Cosa ci faccio ancora qui? Forza, chiudiamo il lavoro alle tubature con l'aiuto di Tube e mettiamoci in viaggio, la città non è di certo dietro l'angolo!"

La famiglia Otter era in piena agitazione. Da qualche giorno Macaron, uno dei gemellini più piccoli soffriva per una forte nausea che gli aveva rubato l'appetito e la voglia di giocare. Mamma Cake aveva già provato con tutti i rimedi del bosco, ma niente aveva potuto aiutare il suo cucciolo. Nemmeno il medico del bosco, il sig. Beaver, era riuscito a capire cosa lo facesse stare così male. La Clinica per pelosi era l'unica soluzione. Mamma Cake era già abbastanza agitata e un viaggio sola, di notte, verso la città non era quello che avrebbe preferito affrontare, ma non ci pensò due volte e si mise in viaggio, con i suoi cucciolini al seguito. Papà Manitoba era via per lavoro, ma non riuscì a restarvi a lungo, così raggiunse la sua famiglia in città, quando la dottoressa stava facendo entrare tutti nel reparto...
La sala visite era ordinata e pulitissima. I cucciolini forse avrebbero combinato qualche danno, ma leggendo nei pensieri di mamma Cake, la dottoressa che li aveva accolti, Miss Fitch prese per mano i piccoli di casa Otter e li accompagnò in una sala in fondo al corridoio: il regno di ogni cucciolo. C'erano ciotole con croccantini, acqua e bibite fresche, bacche e legni su cui rifarsi unghie e dentini, latte condensato e cremosi omogenizzati di frutta e delizie del bosco. C'era persino un mini ruscello per cuccioli di castoro! I piccoli Otter avevano trovato il modo di sconfiggere la noia. Nella sala visite, il silenzio era pesantissimo. Dopo qualche minuto si presentò il primario della clinica, il Dott. Fitcher, un elegante esemplare di puzzola, rinomato in tutto il bosco e in città per le sue conoscenze e le sue doti nella cura dei malanni animali.  Macaron venne posto sul tavolo per le visite e con un affanno, il piccolo si lasciò sistemare sul dorso. Dopo una visita accurata, il Dott. Fitcher compilò la scheda del paziente in silenzio, inserì i dati nel suo computer e solo dopo allora, si rivolse alla famiglia Otter, indicando che il paziente sarebbe dovuto rimanere in clinica per opportuni accertamenti. Cake si sentì svenire. Rianimata la signora Otter il dottore spiegò, finalmente con un po' di dolcezza, che non potevano comprendere il motivo di tale disturbo e avrebbe preferito curare il piccolo con liquidi re-idratanti, essendo molto provato dal vomito e dal digiuno di acqua e cibo dei giorni precedenti. Il giorno seguente, si sarebbe consultato con la sua collega e avrebbe stabilito il da farsi. Mamma Cake decise che si sarebbe fermata a vegliare il suo Macaron e Manitoba sarebbe tornato a casa con il resto della famiglia.
Organizzare tutti per la nanna fu un bel da fare, in clinica come a casa Otter! Nonostante la clinica fosse una struttura moderna e pluri-accessoriata, la signora Otter proprio non sapeva da che parte girarsi. Un po' l'agitazione, un po' la lontananza dalla sua bella tana sicura, continuava a rigirarsi nella sua brandina, gettando occhiate verso il lettuccio del suo cucciolo, verso la porta poi e ancora all'orologio... A tana Otter, Manitoba era ancora più impacciato. I cuccioli erano iper-attivi! Cuscini e coperte divennero un pretesto per buttare tutto all'aria. Dopo un po' di trambusto, Manitoba richiamò i piccoli in raccoglimento per unirsi in una piccola e semplice preghiera per il fratellino malato. La calma tornò nella tana e i cuccioli si misero ordinatamente in cerchio, con i loro testoni chini. Infine, tutti caddero in un profondo sonno ristoratore.
L'indomani, fu una sorpresa a risvegliare la vita nel bosco. Il piccolo Macaron era alla finestra a osservare a occhi sgranati il sole nascente. Quando un occhietto nero della signora Otter si aprì su quella visione, la lontra quasi trasalì! Non sapeva se per l'entusiasmo o per lo spavento di vedere il figlioletto in giro per la stanza, con quei fili attaccati alla zampina tosata. Lo abbracciò forte a sé e il piccolo, ignaro di tutto, sorrise sotto i sottili baffoni. La bella notizia si sparse in fretta: il piccolo Macaron era guarito. Così come era venuto, il suo malanno se n'era andato, per andare a disturbare chissà chi altro in giro per il bosco. A tana Otter lo schiamazzo fu tale che le povere cornacchie (le pettegole vicine di casa) svolazzarono via spaventante, gracchiando quanto fossero maleducati e selvatici quei cuccioli di lontra. Non importava! Macaron stava bene! L'allegra carovana partì verso la clinica, con il cuore alleggerito e pieno di gioia. Prima di entrare nell'ospedale, il papà ragguardì i suoi piccoli in modo che si comportassero bene all'interno della struttura. Giunti nella camera, trovarono mamma e il fratellino già pronti per tornare a casa e con un grande sorriso stampato sui musini. Fra gli abbracci, i gridolini comparve il Dott. Fitcher. Calò il silenzio, come se tutti ne avessero soggezione. Il dottore, con un sorriso spontaneo, annunciò che il piccolo Macaron avrebbe potuto fare ritorno a casa con il resto della famiglia e per festeggiare, avrebbero brindato e sgranocchiato le crocche del distributore all'ingresso tutti insieme! Wow! Il grido di gioia scoppiò in un battibaleno e tutti si recarono nella sala d'attesa, mentre Miss Fitch, alzava il volume dello stereo. Quel giorno tutti festeggiarono, i cuccioli Otter visitarono tutti i malati e donarono loro tempo prezioso, tornando a casa la sera, ricchi di speranze, sogni e semplice felicità.

I PERSONAGGI DELLA STORIA

La famiglia Otter



Otter in inglese significa lontra. Ecco mamma Cake e papà Manitoba in un ritratto di famiglia.






I medici della Clinica per Pelosi

Dott. Fitcher e Miss Fitch (Fitch puzzola in inglese) nella loro casa nel bosco (dopo aver conosciuto gli Otter, i due medici si sono uniti in matrimonio e si sono trasferiti nel bosco, aprendo un ambulatorio)




Il Dott. Beaver, l'anziano medico del bosco


Il Dott. Beaver, finalmente in pensione, nell'oasi relax per castori anziani. Il vecchio medico si dedica oggi alla composizione di poesie sul bosco e sulla vita che lo anima. Beaver significa castoro in inglese.




Qualche parola di Inglese:
Cake - torta
Muffin - chi non li conosce? Dolce da forno, spesso aromatizzato. I più diffusi sono al cioccolato o ai mirtilli.
Candy - dolcetto, caramella.

Ci sono gli altri due componenti della famiglia che non ho tradotto... Manitoba, si tratta di un tipo di farina adatto per cucinare pane, ma anche dolci! E Macaron... un delizioso dolcetto francese che diventerà famoso quanto e più dei simpatici Muffin!

11.7.11

Sbirro è tornato!

Stampami e colorami! Sono Sbirro!

Come promesso alla piccola Elena, ecco un disegno del mio gattone! Divertitevi e lasciatevi trasportare dalla vostra fantasia... chissà che gattoni multicolor!

Se avete bisogno di qualche informazione più specifica su questa bellissima razza (e magari sapere dove acquistare il vostro cucciolo!) vi suggerisco il sito dell'allevamento a cui mi sono rivolta per adottare il mio Lord Byron:

www.gattibengala.it

Nella sezione cucciolate potrete vedere il mio mostricciatolo, quando era soltanto un minuscolo gattino... ora non riesco più a tenerlo in braccio o_O !

QUALCHE NOTIZIA SUL GATTO BENGALA
Il gatto Bengala è un affascinante felino ancora poco diffuso in Italia e per questo sempre guardato ad occhi sgranati da chi lo vede per la prima volta. Si tratta di un ibrido, ottenuto dall'incrocio fra un gatto domestico e un gatto leopardo asiatico. Esistono molte variazioni del suo mantello e diverse tonalità di colore, ma in tutte le varianti rimane bellissimo e selvaggio!
Personalmente posso assicurare che il Bengala sia un gatto docile, dolce e giocherellone. Il suo aspetto felino e non-domestico non corrisponde a un comportamento aggressivo o pericoloso, anzi, la sua soglia del dolore altissima lo rende tollerante ai giochi con i più piccoli. Per fare in modo che sfoghi tutte le sue energie, consiglio di comprare fin da subito un tiragraffi della grandezza adeguata (con quelli piccoli risolverete gran poco), anche se, le mie sedie possono testimoniare, potrebbe non essere sufficiente. E' un gatto attivo e ha sempre voglia di giocare, per tanto dovrete coinvolgerlo in tutto ciò che fate, anche perché dovrà venire a sbirciare e capire se possa essere d'aiuto o meno.
Non ha un mantello impegnativo, anche se pettinandolo ogni giorno vi eviterà di ritrovarvi coperti dai suoi peli, soprattutto nel periodo della muta. Inoltre, se ben curato e ben nutrito, il manto del Bengala diventerà... lucente! Ciò che più conta è che il Bengala sia soprattutto un gatto sano, per questo un amico che crescerà insieme agli altri cuccioli di casa, accompagnandoli a lungo nelle loro scoperte!
Che cosa mangia? Qui viene il bello... e il gattone non smentisce il suo nome! Il Bengala adora la carne, provvista di ossa e tutto il resto e gli fa anche molto bene come, del resto, ad ogni altro gatto! Io ho scelto un'alimentazione mista: crocchette e acqua sempre a disposizione e una volta al giorno un piattino di carne (quaglie, pollo, tacchino...), molto più economica delle più diffuse bustine di cibo umido.  Ad ogni modo, chiedete all'allevatore, saprà consigliarvi la scelta migliore!
Sul sito e navigando in rete troverete molte informazioni che sapranno soddisfare la vostra curiosità!

Infine, non pensate che abbia dimenticato il nostro appuntamento con il mistero... la prima puntata è già pronta, sto raccogliendo qualche scatto per renderla ancora più... spaventooosaa! ;)