Scrivere è sempre nascondere qualcosa, in modo che poi venga scoperto.

- Italo Calvino -

Pagine

Visualizzazione post con etichetta 3/6 anni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 3/6 anni. Mostra tutti i post

15.10.11

L'albero, il serpente e la mela

Buon Sabato Signori Bambini!
Oggi voglio condividere con voi un mini-racconto, pensato appositamente per Giorgia, una bellissima bambina di tre anni, che ha appena iniziato il suo entusiasmante percorso nella scuola!
La maetra ha dato un compito ai piccolini, chiedendo ai genitori di inventare una storia che i bambini potessero imparare, basandosi su un disegno con tre soggetti: un albero, una mela e un serpente. MMM.
Credo che nella testa di ogni adulto, automaticamente si delinei la storia di Adamo e della bella Eva. E' altrettanto scontato che i bambini non penserebbero mai a tutto ciò! Quindi, ecco cosa ho pensato io:

C'era una volta un bellissimo albero dalle foglie grandi e lucide. Viveva in un grande giardino, con tanta erbetta fresca intorno a lui.
Un giorno, un animale lungo e strisciante si avvicinò al signor Albero e gli disse:
- Buongiorno! Come sei sfortunato a stare sempre fermo qui, senza poter vedere cosa c'è fuori dal giardino!
Senza aspettare una risposta, l'animale, che era un serpente, se ne andò via nell'erba. Il Sig. Albero pensò molto alle parole di quell'animale, ma poi cadde in un sonno profondo e il giorno dopo si svegliò felice, perché su uno dei suoi rami era appesa una mela rossa, profumata e lucente. 
Il serpente tornò dal signor Albero e gli disse:
- Cos'è quella palla rossa che spunta fra le tue foglie?
- E' il mio frutto, una mela succosa e dolce - disse il signor Albero.
Il serpente si sentì sfortunato, perchè non poteva prendere quella mela per mangiarne e non era capace di produrre qualcosa di così buono e bello. Decise di chiedere scusa al signor Albero per l'offesa del giorno precedente e se ne andò chissà dove, triste e solo.

Nessuno di noi è sfortunato! Ognuno ha capacità e caratteristiche diverse e non dobbiamo prenderci in giro per questo! Anzi, i nostri compagni possono insegnarci qualcosa di nuovo, che da soli non potremmo mai scoprire! Se il serpente non fosse stato maleducato, il signor Albero gli avrebbe offerto la sua mela e magari avrebbero potuto parlare delle cose belle fuori dal giardino. La cattiveria del serpente l'ha lasciato solo, triste e a pancia vuota!

21.6.11

Il regno verde pistacchio

C'era una volta, in una verde valle, una piccola principessa bionda, che sognava di poter diventare una grande campionessa di equitazione. Ogni giorno andava a trovare i cavalli della sua scuderia, li faceva uscire al prato, li  esercitava nella giostra e si allenava con il suo preferito: Ypsilon. La principessina bionda era anche molto attenta a tutti i suoi sudditi: persone, animali e cose. Non importava se fossero minuscoli bruchi o immensi giganti, per lei tutti erano importanti in egual maniera.
Un giorno, un orco cattivo e con gli occhiali, si trasferì nella verde vallata portando scompiglio nel regno verde pistacchio della principessina. L'orco aprì un ristorante sulla via dei mercanti, ma il suo putrido aspetto si rifletteva anche nel suo modo di lavorare, infestando tutta la vallata. Puzza e rifiuti, caos e rumore non ci fu più calma nel vecchio reame incantato. La principessina bionda era molto preoccupata per i suoi sudditi e correva tutto il giorno per salvare i cerbiatti assetati, a causa dell'inquinamento del ruscello di gazzosa, i pinguini accaldati per il discioglimento della loro isola di gelato e ghiaccioli al limone e i suoi cavalli, che non potevano più mangiucchiare l'erba caramellata dei loro prati, ormai inacidita dalle piogge tossiche. Sembrava davvero tutto perduto... La principessina bionda non riusciva nemmeno più a seguire la preparazione sua e di Ypsilon, a causa di tutti i problemi. Il suo babbo era preoccupatissimo, mentre la regina era depressa e non faceva altro che piangere e piangere, fra un muffin al cioccolato e l'altro.
Un giorno, il sole spuntò sulla valle verde e illuminò il cammino di un cavaliere. Gli scoiattoli portarono la notizia fino alle porte del castello e raccontarono di aver visto un principio d'azzurro in sella a un camaleonte argentato... ??? Forse nel passaparola si era perso qualche dettaglio!! In realtà, in cammino verso il castello c'era un affascinante principe azzurro scuro, in sella a un bellissimo esemplare di cavallo grigio argento, possente e veloce. Voleva sconfiggere l'orco, di cui aveva sentito parlare, per riportare pace e tranquillità nel regno della principessina bionda. Arrivato sulla via dei mercanti, il principe azzurro scuro sfoderò il suo mocio per pavimenti e in una sola passata fece brillare tutta la terrazza del locale del brutto orco. Nel frattempo, il suo cavallo super-intelligente Albertaccio, si occupò dei sacchi di sporco ammassati vicino al ruscello e in men che non si dica, le acque riacquistarono il loro colore cristallino, frizzando bollicine dolci e dissetanti. L'orco vedendo un gran trambusto, si affacciò dalla cucina, tutto sudato per i vapori delle sue pentolacce e con la sua brutta faccia paonazza. Il principe azzurro scuro lo avvicinò con una salviettina profumata ma quello, terrorizzato, se la diede a gambe levate! Il principe azzurro scuro continuò il suo lavoro e trasformò la sudicia taverna in uno splendido ristorantino pulito.
Le cornacchie reali informarono subito le orecchie di sua Maestà di quanto stava accadendo e il re si precipitò al ristorante, offrendo al principe azzurro scuro la mano della figlia. Il principe azzurro scuro non poteva desiderare niente di meglio... Incontrò la principessina bionda su una delle panchine del viale degli ippocastani sulla via dei mercanti, si innamorò subito e così anche lei. Qualche tempo dopo, tutti i sudditi della valle verde ricevettero una lettera profumata di vaniglia che li invitava alle nozze reali... scoprirono anche che la carta era commestibile e pregustarono la prelibatezza del banchetto nuziale.
Ci fu una grande festa in tutto il regno e i regnanti piansero lacrime di felicità per giorni. La principessina tornò a dedicarsi ai suoi allenamenti, mentre il principe manteneva ordine e tranquillità nel regno. Dell'orco brutto e con gli occhiali nessuno seppe più nulla, anche se i tassi sussurrano di averlo visto nelle caverne della bassa pianura, sporco e putrido come sempre...


Questa storia è dedicata al mio principe azzurro scuro.

21.5.11

La sorella ciabattina

C'era una volta una ciabatta gialla di lana cotta, con un fiore ricamato sopra. La ciabatta gialla di lana cotta, con un fiore ricamato sopra era molto infelice perché tutte le sue amiche avevano un fratellino gemello, con cui giocare, fare i compiti e andare a nanna, raccontandosi le storie di paura nel buio della notte, ma lei non aveva nessuno.
La ciabatta gialla di lana cotta, con un fiore ricamato sopra ricordava che quando era piccina e ancora dentro la carta velina leggera della sua scatola c'era qualcuno con lei avvolto nella carta sottile, ma era passato troppo tempo e non poteva ricordare niente di più, se non una sagoma oltre lo strato di carta velina.
Un bel giorno, la ciabatta gialla di lana cotta, con un fiore ricamato sopra scoprì un nuovo armadio pieno di tantissimi amici: ciabattine, pantofoline, scarpette di vernice, scarponcini e stivaletti in gomma. Cercando di giocare con qualcuno, otteneva sempre la stessa risposta:
- Abbiamo già una sorellina con cui giocare, perché tu non ce l'hai?
La ciabatta gialla in lana cotta con un fiore ricamato sopra era molto triste, il suo fratellino l'aveva abbandonanta, perché nessuno fra tutti quei compagni le somigliava almeno un pochino! Ad un tratto, guardando due calzature strane, ne vide una terza giocare con loro... Avvicinandosi, la ciabatta gialla in lana cotta, con un fiore ricamato sopra, scoprì che si trattava di due Geta, i tipici zoccoli del Giappone, due fratellini così identici da non distinguere Destro da Sinistro. I due Geta giocavano con una piccola ciabatta amaranto in lana cotta, con un'ape ricamata sopra... ma era la sorellina della ciabatta gialla in lana cotta, con un fiore ricamato sopra!! La piccola ciabatta amaranto con un'ape ricamata sopra sorrise alla sorellina e si abbracciarono forte, forte, felici per essersi ritrovate.
Parlottando, le due sorelline capirono che si erano perse a causa del loro padroncino che, ricevendole in dono, non le aveva volute, perchè troppo diverse e abbandonandole in angoli diversi della casa. Ma dopo qualche tempo, la mamma aveva fatto ordine, mettendo via le scarpine scappate del suo bambino, facendo la felicità delle due ciabattine in lana cotta colorata.

2.4.11

Grignis, il nemico della scuola

Fra i vari folletti dispettosi, ce n'è uno che crea non pochi problemi ai bambini in età scolare. Pochi ragazzi ne sono immuni, grazie alle difese dell'anti-folletto Disciplinorum, tutti gli altri incorrono nelle trappole di questo folletto perfido e tremendamente furbo.
Grignis è un folletto incolore, inodore e totalmente impalpabile. Non si manifesta mai, se non attraverso i comportamenti sbagliati dei bambini, puntualmente rimproverati dalle maestre. Grignis è il folletto della noia e della stanchezza. Non appena odora con il suo lungo naso, simile a quello dei formichieri, queste situazioni di pigrizia e malavoglia, stuzzica i pensieri dei bambini con la sua piuma verde smeraldo. La piuma di Grignis non sbaglia mai: non appena sfiora il pensiero di un qualsiasi fanciullo, questo prende a chiacchierare, a disturbare la lezione e persino a distrarre tutti i compagni con scherzi e giochetti. Se il resto dei bimbi ride agli scherzi provocati dalla piuma, Grignis si diverte più di loro e rincara la dose, condannando il povero bimbo disattento alle punizioni degli insegnanti.
Ora, Grignis è molto contagioso e come si diceva, pochi bimbi possono evitarlo senza difficoltà. Per tutti gli altri, seguendo questi pochi consigli, sarà possibile impedire che Grignis li scelga come prede preferite:
1) Al mattino fare una bella colazione, mangiando sempre un buon frutto o scegliendo una spremuta fresca di arancia o pompelmo: la vitamina C uccide la stanchezza!
2) Non ridere mai alle burle dei compagni: potrebbero essere affetti dal Grignis! Un sorriso basterà a non apparire antipatici, senza scatenare il divertimento del folletto furbone!
3) Non abbuffatevi all'intervallo e non consumate tutte le energie... ci sono altre ore di lezione, in cui il Grignis sarà ancora più contagioso!
4) Non andate mai a letto troppo tardi, soprattutto quando avete il pomeriggio il giorno successivo. Un accumulo di stanchezza è un forte richiamo per il Grignis!
5) Partecipate sempre alle lezioni, c'è qualcosa di interessante in ogni materia e l'interesse è la miglior medicina contro quel farabutto del Grignis!

28.3.11

Il mio animale domestico

- Mamma mamma, posso adottare un cagnolino?
- No Ada, non c'è spazio!
- Mamma mamma, posso adottare un gattino?
- No Ada, graffia e rovina tutta la casa!

Ada ha otto anni e frequenta la terza elementare. Ada vive in un appartamento di un grande condominio, ai confini della città. Non ci sono parchi, non ci sono prati. Non ci sono animali.
Sul libro di Scienze, Ada ha visto le mucche, le papere e i tacchini e persino i maiali, ma il suo sogno è avere un piccolo animale domestico, che faccia le feste al suo ritorno, che dorma con lei e che con lei ascolti le fiabe della buona nanna.
Ci mancava il tema di Italiano! "Descrivere il proprio animale e raccontare un episodio divertente"... che cosa avrebbe mai potuto raccontare?! La maestra le risponde di inventare, inventare!

Il mio animale domestico si chiama Chrichri e ha due giorni, almeno credo. E' molto piccolo, pelosino e non posso capire il colore dei suoi occhi. Adora stare tranquillo sulla finestra del bagno, dove può cacciare le mosche e i moscerini che tentano di entrare in casa. Chrichri è molto educato e non disturba nessuno, ma ieri ha spaventato a morte la zia Clotilde. La zia non sapeva nulla di Chrichri e non mi sono ricordata di avvisarla che in bagno lo avrebbe trovato. Dopo un secondo appena, ho sentito un forte urlo acuto e ho capito che cosa era successo. La zia era caduta dal gabinetto e se ne stava raggomitolata in un angolo, urlando come una matta e coprendosi la testa con le mani e con la carta igienica. Aveva visto Chrichri e lo spavento l'aveva fatta cadere. La mamma l'ha aiutata ad alzarsi e non ha potuto fare altro che uccidere Chrichri. Con un po' di carta l'ha raccolto dalla sua tela e l'ha buttato nello scarico, per poi tirare l'acqua.
Il mio ragno è morto dopo due giorni, due ore e qualche minuto da quando era venuto ad abitare con me.
Fine.

22.2.11

I pesci umani

C'era una volta una piccola balenottera, chiamata Smeraldina, perché alla sua nascita le acque profonde dell'oceano si erano tinte di quel colore così delicato e denso. Smeraldina era vivace e giocherellona, amava nuotare a tutta velocità a pelo dell'acqua, spruzzando i gabbiani, per poi rituffarsi nel blu del mare.
Un giorno, durante una delle sue esplorazioni, decise di spingersi un po' più vicino alla costa, per osservare meglio quelle strane creature in grado di restare fuori dall'acqua a lungo, senza doversi mai immergere. Si trattava di pesci molto strani, con lunghe pinne magre, senza branchie e con dei ciuffi di vari colori sulla testa. Le era stato spiegato che erano pesci predatori, chiamati umani, a cui era meglio stare lontani. Smeraldina era però troppo curiosa. Cominciò la sua nuotata verso la costa, lasciandosi accarezzare dall'incessante moto delle onde e facendo qualche piccolo scherzo ai gabbiani, così indaffarati nel cercare dei pesciolini con cui fare colazione. Nuotò veloce, per una lunga distanza, tanto che il sapore del mare si fece diverso e anche il suo colore. Le acque erano più scure e più pesanti, con un sapore amarognolo. La sua mamma le aveva raccontato che era sempre per via dei pesci umani, che producevano sostanze cattive, capaci di far venire mal di pancia terribili! Smeraldina, però, desiderava vedere da vicino i pesci umani, così continuò a procedere, nuotando sempre più in fretta.
Arrivata alla barriera corallina, si fermò e prese un lungo respiro. Scrutò la costa e la sua curiosità fu finalmente premiata. I pesci umani erano riuniti sulla costa, in un piccolo banco. Solitamente, quando un pesce va a galla sta molto tranquillo, ma stranamente i pesci umani si muovevano, alzando le pinne in alto e poi in basso, in alto e in basso ancora.... Che cosa stavano facendo? Uno di loro emetteva forti suoni e gli altri rispondevano con quei gesti. Improvvisamente, tutti cominciarono a nuotare velocemente da una parte e poi dall'altra, come solo aveva visto fare alle sardine. Infine, sparirono dietro a una cunetta di sabbia.
Smeraldina si divertì molto quel giorno e tornata a casa, raccontò alle amiche della sua gita fino alla barriera, per osservare i pesci umani sulla costa, nuotare come sardine impazzite.

20.2.11

Jableti


Jableti è un folletto dispettoso e profondamente antipatico. Il suo passatempo preferito è spaventare i bambini, ancora troppo piccoli per conoscerlo: quatto quatto, si apposta, li scruta e... buhhhh! Io ormai ci sono abituato, perché sono grande, ma scommetto che mio fratello Chelino presto farà la sua conoscenza e ne rimarrà spaventato almeno quanto me la prima volta. Anche di più, anzi, sicuramente.
Jableti vive nel gas di ogni casa. Lui si sposta attrverso i condotti in rame e spunta fuori all'improvviso dai fuochi del fornello! Impossibile non balzare indietro spaventati! Non è tanto per il suo aspetto, ma chi mai si aspetterebbe di trovarsi qualcosa nel fornello?
Si tratta di un omino blu, alto poco più di un chiodo, ma capace di gonfiarsi e diventare grosso come un gatto! E' tutto blu e ha delle ondine di gas che gli escono da quelle sue scarpette magiche, che gli permettono di cambiare forma e dimensione. Il suo naso è lungo e appuntito e in testa porta sempre un cappellaccio, ogni volta diverso. Si ciba di bricioline di pane, ma soprattutto di torta, motivo per cui, spaventare i bimbi mentre fanno merenda è la cosa che lo rende più felice. Ogni volta che una mamma accende il gas per farci scaldare il latte, Jableti sente la fiamma dentro a quella sua zucca vuota e comincia ad agitarsi, tanto che a volte può persino cambiare colore! La sua voglia di scherzi e spaventi diviene irrefrenabile e attiva quindi le sue scarpe magiche, che lo conducono nella malcapitata cucina. Non appena il latte viene servito al figlioletto, Jableti salta fuori e BUHHHH! Latte che schizza, torte volanti, occhi sbarrati e mamme incredule davanti a tanto chiasso per.... cosa poi?
Cari amici miei, sappiate che Jableti è più furbo di quanto si possa immaginare, visto che per i grandi è totalmente invisibile! Non solo, molti di loro, una volta cresciuti dimenticano completamente la sua esistenza e non comprendono gli spaventi improvvisi dei propri bimbetti! Per aiutarvi, voglio lasciarvi questa utile guida:
1) mai toccare le manopole del fornello!
2) mai accendere il fornello!
3) se la mamma deve usare il fornello per cucinare, state ben lontani da esso!
4) diffondete questa storia, per abituare tutti i bambini agli scherzi di Jableti*!

____________________________
* Ok, eccezione fatta per fratellini e sorelline capricciosi... NAA! Vale anche per loro!