Scrivere è sempre nascondere qualcosa, in modo che poi venga scoperto.

- Italo Calvino -

Pagine

12.4.11

Formaticum: viaggio alla scoperta dei sapori

INVITO A
Per tutti i mini-viaggiatori desiderosi di visitare un luogo incontaminato, in cui il tempo sembra essersi fermato, ma con tante possibilità di sport e avventure giocose! Un'ottima proposta per la gita fuori porta con mamma, papà e Fido e magari con i nonni!

INFORMAZIONI GENERALI
Si ringrazia www.pieroweb.com
Formaticum è il regno di re Caseus e si trova sul finire delle verdi pianure di granoturco,sulle prime alture della Valle Stretta. Pochi viaggiatori riescono a superare i valichi che permettono di accedere alla Valle Stretta, un luogo in cui il sole regala i suoi raggi a lungo, l'erba cresce fitta nei prati e le mucche se ne cibano tranquille e serene, producendo il miglior latte del mondo. Grazie a queste condizioni così favorevoli, gli abitanti di Formaticum possono preparare un prelibato formaggio a pasta morbida e cremosa, la specialità che rende re Caseus molto orgoglioso. 
Il clima è piuttosto mite d'estate e molto freddo durante l'inverno quando, anche le mucche, si ritirano al tepore delle loro stalle, al caldo e all'asciutto grazie al legno robusto. In Primavera, le piogge sono molto frequenti e qualche ultima spolverata di neve può arrivare anche a stagione ormai inoltrata. La sera le temperature si abbassano molto, a causa della brezza fresca portata dalla valletta del Fiume-Latte, che nasce dalle antiche rocce delle Fredde Montagne.
Sono due i centri maggiori del regno, ma visitare i piccoli borghi disseminati sulla costa delle Fredde Montagne è un'esperienza indimenticabile!


PER NON ANNOIARSI
Chi ha detto che in montagna ci si annoia? Nel regno di Caseus non è per niente vero! In ogni stagione dell'anno, le antiche tradizioni diventano un'occasione per conoscere, imparare e scoprire la natura, la storia e i buonissimi prodotti della terra. Per questo, ci sono sei itinerari dedicati al formaggio, alle chiesine, all'ecologia e tanto ancora, dovrete solo scegliere quello che fa per voi e magari, farvi accompagnare da uno degli Esperti, l'ordine delle guide del territorio di re Caseus. Gli Esperti sono potentissimi maghi, profondi conoscitori delle storie più antiche e in grado di condurvi in luoghi inesplorati!
Per far imparare i segreti della vita del vaccaro o il processo di preparazione del formaggio, Caseus ha ingaggiato i Saltimbanchi del regno del Panetun perchè registrassero dei video-corsi, visibili nelle stazioni del regno di Formaticum. Inoltre, ci sono escursioni e visite per tutti, anche per la vostra classe! Chissà, qualcuno di voi potrebbe rimanere affascinato dal mestiere bergamino e decidere di trasferirsi in alpeggio con la propria mandria!
Passeggiate, escursioni trekking e in mountain-bike, feste tradizionali legate alle stagioni, danze, sagre e tantissime attività!

PER LA NANNA
Si ringrazia www.pieroweb.com
Nel regno di Formaticum, l'abitazione tipica è la baita con il tetto in pietra, perchè non dormire in una di queste? Il calore e il riparo di un rifugio antico, il profumo del latte appena munto nella cucina con un grande camino e tanti buoni biscotti da inzuppare nel latte. Un tuffo nel fieno per rilassarsi e giocare alla lotta e tanto divertimento nella sala delle scoperte. Dimenticate i videogiochi a casa amici! Qui c'è tanto divertimento, natura e avventura! Ogni mattina, aprendo le griglie della vostra baita, il sole farà capolino mostrandovi il verde brillante di prati dove ruzzolare, correre e anche sporcarsi (la mamma non dirà nulla!) allegramente!

PER LA PAPPA
E' vero, siamo in molti ad avere qualche dubbio sul gusto dei formaggi... Quindi, prima di pranzare in una delle antiche taverne della Valle Stretta, sarà meglio visitare le aziende in cui Caseus ottiene i suoi prodotti migliori! In questo modo, potrete comprendere ogni ingrediente delle forme sapientemente preparata dai casari. Le antiche ricette vengono tramandate e custodite, così come le tecniche di allevamento delle dolci e placide mucche, le amiche più preziose della Valle e dei suoi abitanti.
Dopo questa visita, scegliete la vostra taverna e assaporate i piatti al sapore di formaggio, sarà tutto un altro gusto!

PER MAMMA E PAPA'
Il regno di Formaticum in un click !

11.4.11

Nuovi progetti in pentola

Stampami e Colorami!
Considerato il mio forte background turistico, negli ultimi tempi ho riflettuto molto su come associare il mio settore professionale alla mia passione per la letteratura per l'infanza.
I nuovi racconti Imparare a viaggiare vorrebbero creare una forte aspettativa nei bimbi, rispetto a progetti di viaggio o di semplici gite, organizzati da mamma e papà, trasmettendo valori importanti quali il rispetto dell'ambiente, del patrimonio storico-artistico e il senso sociale di usi e costumi lontani dal nostro vivere quotidiano.
Presto sarete quindi giudici di un nuovo esperimento narrativo, che si propone di stimolare la curiosità e l'interesse dei più piccini rispetto alle scoperte, ai viaggi e alle tradizioni di luoghi vicini e lontani!
Domani, quindi, arriverà un nuovo tipo di storia... per i bimbi più grandicelli! Nel frattempo vi lascio questo bel disegno da colorare, ringraziando il sito che li mette a disposizione in rete: disegnidacoloraregratis.it
Buona giornata di sole a tutti!

9.4.11

Il giardino delle fate

"Per fare un prato occorrono..."

Matilda era in giardino e stava aspettando che arrivasse il suo vicino, per iniziare una nuova avventura alla scoperta del suo prato. Aveva tutto il necessario: ciabattine rosse fluo in gomma, piene di jibbitz colorati; cappellino antisole giallo canarino, così la mamma è contenta; annaffiatoio in latta per tutti i fiori piantati all'inizio di aprile; mini-kit da giardinaggio e mini-cariola, che può sempre tornare utile. Mancava solo Gigi, che cominciava ad avere un ritardo troppo clamoroso... mmm. Tanto per non perdere tempo, Matilda cominciò il suo giro di abbeveraggio delle gerbere, piantate sul confine lungo il ruscello, dietro la sua casa.
Borbottando dove potesse essersi cacciato, Matilda riempiva il suo annaffiatoio di latta alla fontanella in pietra sul retro, quando notò una bellissima farfalla svolazzare sopra la sua testa. In realtà, le farfalle e tutti gli altri insetti, non è che la facessero impazzire, ma quella era davvero molto bella... anche se molto grossa! Osservandola però, nel suo battito d'ali leggero, non sembrava un farfalla. Matilda era talmente presa da quella creatura, che l'acqua raccolta strabordò e solo quando sentì freddo sui piedini racchiusi nelle ciabatte bucherellate, sobbalzò indietro accorgendosi di quanto avesse riempito il suo innaffiatoio. La farfalla non c'era più.
Era una calda giornata di Primavera, qualche nube leggera svolazzava nel cielo. Matilda riprese il suo lavoro e cominciò a bagnare le gerbere gialle. Passo dopo passo, il terriccio si inumidiva, colorandosi di un marrone scuro e di rosso... di rosso?? Già, c'era qualcosa di rosso che si muoveva lentamente sul gambo di una gerbera, forse si trattava di una coccinella. A guardarla bene era proprio una sorta di coccinella: tondeggiante, rossa scarlatta con i suoi ridicoli puntini neri e un visetto da bambina!
- Per tutte le cipolle, ma questa coccinella ha una faccia come la mia!
Matilda lasciò cadere l'innaffiatoio quasi vuoto e non esitò a sdraiarsi nella terra umida per osservare da vicino quella... cosa. La coccinella era davvero semi-umana e davanti agli occhioni verdi di Matilda, sorrise dolcemente. La bimba si pizzicò le braccia per capire se stesse sognando, ma in effetti era tutto vero: lo steccato azzurro di recinzione, il rumore del ruscello, il sole caldo sulla pelle... la coccinella che sorride! Matilda si alzò e di corsa raggiunse la casetta degli attrezzi, dove trovato quel che cercava, ritornò con gran fretta dalla sua coccinella, che ovviamente era già sparita. Matilda rimase in attesa con il suo barattolo, per catturare la coccinella o la farfalla, ma inaspettatamente, qualcos'altro si fece catturare di sua spontanea volontà, entrando nel barattolo di vetro, prontamente richiuso da Matilda con un tappo dorato.
Come per proteggere la sua scoperta, Matilda si nascose nella frescura della casetta degli attrezzi e alla luce dell'ingresso osservò il suo barattolo di vetro. All'interno se ne stava in panciolle, una bellissima libellula verde e turchina, con lunghe ali e un corpicino sinuoso... sul quale trovava posto un bellissimo viso paffuto e colorito. Matilda era euforica per la sua scoperta, ma Gigi non era ancora arrivato e davvero non poteva condividerla con nessuno, così continuò ad osservare quella creatura, nello spicchio di luce che penetrava dentro la casetta di legno. La libellula stava seduta dentro al vaso, con un'aria tranquilla, come se attendesse qualcosa; Matilda, pensado fra sè e sè, borbottò qualche parola e la Libellula rispose con cortesia:
- Non sono una libellula bambina... sono una fatalibella...
- Io lo sapevo che c'era qualcosa di strano nel giardino - commentò Matilda, questa volta ad alta voce.
- IO NON SONO STRANA. Sono una fatalibella.
- Scusami, non volevo offenderti, ma intendevo dire che...
- Non importa - la interruppe la fatalibella - Ora mi dovresti fare un favore, perché sono davvero affamata. Ce l'hai un vaso come questo, ma con della marmellata dentro??
- Certo, ma... come ti chiami?
- Io sono Zina e tu sei Matilda, vero?
Matilda sorrise e mettendo il vaso con Zina in una tasca del suo grembiule verde, corse in casa a cercare le marmellate di fragole della nonna. Non appena il tappo del vaso scoccò, Zina si drizzò in piedi, sbattendo freneticamente le sue ali lunghe e sottili e chiese alla bambina di farla uscire e non appena ottenne la sua libertà, Zina si fiondò sul vaso di marmellata e sedendosi sul bordo, cominciò ad affondare le minuscole dita in quella sostanza golosa e appiccicosa. Leccando le sue piccole dita, Zina fu rapita da quel sapore così delizioso! Con il pancino meno vuoto, Zina cominciò a raccontare fantastiche storie a Matilda e le confessò che fintanto avesse avuto quella marmellata così squisita, avrebbe sempre avuto il giardino piento di creature meravigliose come lei, le fatanelle o le farfafate.
Le chiecchierate fra Matilda e le fate del giardino durarono tutta la Primavera e tutta l'Estate, quando le fatine cominciarono a chiedere granite ghiacciate al posto della marmellata. Quei pomeriggi di racconti e storie restarono sempre un segreto, anche per Gigi, il miglior amico di Matilda, che non avrebbe mai potuto capire. Le storie incantate non erano il solo regalo che le fate lasciavano a Matilda, infatti anche il suo giardino godeva di un aspetto rigoglioso, ogni fiore risplendeva in tutti i colori della bella stagione, facendosi invidiare Matilda da tutti gli altri giardinieri del quartiere. Poi, con l'arrivo delle prime piogge e l'ingiallire delle foglie, le fate del giardino salutarono Matilda, ringraziandola di tutte le cure ricevute e delle molte prelibatezze, lasciandole un piccolo ma prezioso regalo: un pollice verde!
Ancora oggi, entrando nel bel negozio Il Giardino delle Fate, si respira un'aria magica, che Matilda conosce ancora molto bene...

3.4.11

Cheng e l'uomo bianco

Cheng era un frutto paffutello e pelosetto. Rispetto agli amici era un po' al di sotto della misura media, ma fu sempre convinto che a lui sarebbe stato riservato un grande destino. L'aveva sempre saputo, persino da quando mamma pianta aveva cominciato a germogliare il suo fiorellino candido, dai petali morbidi e ben arrotondati. Ovviamente, gli amici più grandi e grossi avevano un bel da fare prendendolo in giro, scherzando che sarebbe diventato famoso per essere il kiwi più piccolo della storia.
Il sole fece il suo giro, l'estate giunse nel Giardino delle Primizie e i raggi caldi e generosi di Luglio cominciarono a far crescere i frutti acerbi come Cheng e i suoi fratelli. La loro polpa succosa si faceva, giorno dopo giorno, sempre più gustosa e tenera. La pioggerella serale rinfrescava le foglie e dava nuovo nutrimento a quei frutti così misteriosi. Anche Cheng crebbe e raggiunse una misura perfetta, tanto che tutti i fratelli lo ammiravano, provando un pizzico di invidia.
Un giorno, nel Giardino delle Primizie del signor Hui, entrò un uomo vestito tutto di bianco, con un grande cappello in testa e dei guanti in pelle sottilissima. L'uomo, accompagnato dal minuscolo signor Hui, procedeva incantato fra le piante e i fiori del Giardino delle Primizie e quando giunse al cospetto della mamma pianta di Cheng, si fermò. L'uomo bianco osservò con cura il pergolato; passò in rassegna tutte le foglie e accarezzò delicatamente uno dei frutti: era Cheng. L'uomo bianco si voltò verso il signor Hui, che acconsentì silenziosamente. L'uomo bianco estrasse quindi un aggeggio sconosciuto dalla sua bisaccia e subito dopo, un lampo di luce accecò il signor Hui e illuminò tutta la mamma pianta e i suoi frutti. Poi, l'uomo bianco prese un piccolo coltello dalla tasca dei suoi calzoni bianchi in lino e si avvicinò a Cheng. Con delicatezza, staccò il frutto rigoglioso dalla sua mamma pianta, ne incise la buccia pelosa e quindi la polpa, di un verde smeraldo brillante tempestata di piccoli semi neri, simili a raggi in un kaleidoscopio. Una volta assoporato quel gusto così intenso, l'uomo bianco sorrise trionfale. La dolcezza asprognola di quel frutto gli avrebbe garantito un'immensa fortuna. L'uomo bianco chiese al signor Hui di poter prelevare un campione di frutti, che studiò a lungo nel suo laboratorio, molto lontano dal Giardino delle Primizie.
Da allora, l'immagine di Cheng fece il giro del mondo, diffondendo ovunque la fama del suo gusto e le proprietà nutritive della sua polpa. Un concentrato di energia verde, che ancora oggi deve la sua fortuna al piccolo e paffuto Cheng.

2.4.11

Grignis, il nemico della scuola

Fra i vari folletti dispettosi, ce n'è uno che crea non pochi problemi ai bambini in età scolare. Pochi ragazzi ne sono immuni, grazie alle difese dell'anti-folletto Disciplinorum, tutti gli altri incorrono nelle trappole di questo folletto perfido e tremendamente furbo.
Grignis è un folletto incolore, inodore e totalmente impalpabile. Non si manifesta mai, se non attraverso i comportamenti sbagliati dei bambini, puntualmente rimproverati dalle maestre. Grignis è il folletto della noia e della stanchezza. Non appena odora con il suo lungo naso, simile a quello dei formichieri, queste situazioni di pigrizia e malavoglia, stuzzica i pensieri dei bambini con la sua piuma verde smeraldo. La piuma di Grignis non sbaglia mai: non appena sfiora il pensiero di un qualsiasi fanciullo, questo prende a chiacchierare, a disturbare la lezione e persino a distrarre tutti i compagni con scherzi e giochetti. Se il resto dei bimbi ride agli scherzi provocati dalla piuma, Grignis si diverte più di loro e rincara la dose, condannando il povero bimbo disattento alle punizioni degli insegnanti.
Ora, Grignis è molto contagioso e come si diceva, pochi bimbi possono evitarlo senza difficoltà. Per tutti gli altri, seguendo questi pochi consigli, sarà possibile impedire che Grignis li scelga come prede preferite:
1) Al mattino fare una bella colazione, mangiando sempre un buon frutto o scegliendo una spremuta fresca di arancia o pompelmo: la vitamina C uccide la stanchezza!
2) Non ridere mai alle burle dei compagni: potrebbero essere affetti dal Grignis! Un sorriso basterà a non apparire antipatici, senza scatenare il divertimento del folletto furbone!
3) Non abbuffatevi all'intervallo e non consumate tutte le energie... ci sono altre ore di lezione, in cui il Grignis sarà ancora più contagioso!
4) Non andate mai a letto troppo tardi, soprattutto quando avete il pomeriggio il giorno successivo. Un accumulo di stanchezza è un forte richiamo per il Grignis!
5) Partecipate sempre alle lezioni, c'è qualcosa di interessante in ogni materia e l'interesse è la miglior medicina contro quel farabutto del Grignis!